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Basilica di Santa Maria delle Grazie

Edificata fra il 1492 e il 1493 per volere del Duca di Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia, costituisce una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell'Italia settentrionale.

Risale al 1459 la fondazione di un secondo nucleo di frati domenicani a Milano, in aggiunta al primo, antico insediamento di Sant’Eustorgio risalente al 1227, di soli undici anni successivo alla fondazione dell'ordine.

La congregazione di Domenicani, stabilitisi presso l'odierna San Vittore al Corpo, ricevette in dono nel 1460 un appezzamento di terreno dal conte Gaspare Vimercati, condottiero al servizio degli Sforza. Su questo terreno si trovavano una piccola cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie, e un edificio a corte a uso delle truppe del Vimercati. Il 10 settembre 1463 viene posata la prima pietra del complesso conventuale. La costruzione prese avvio da quello che è oggi il Chiostro dei Morti, adiacente alla primitiva cappella della Vergine delle Grazie, che oggi corrisponde all'ultima cappella della navata sinistra della chiesa. A dirigere i lavori fu chiamato Guiniforte Solari, architetto egemone in quegli anni a Milano, già ingegnere capo della fabbrica del Duomo, dell'Ospedale maggiore e della Certosa di Pavia. Grazie al mecenatismo del Vimercati, il convento fu completato nel 1469, come racconta il domenicano Padre Gattico, il cui racconto è prezioso per ricostruire le fasi edificatorie del complesso.

Con la caduta di Ludovico il Moro (1499), e il successivo passaggio del Ducato di Milano alla Corona di Spagna dopo l'estinzione della dinastia Sforzesca (1535), cessarono tutte le opere di costruzione, che avevano avuto nel Duca Ludovico il principale promotore e finanziatore. Continuò per tutto il cinquecento e il seicento l'attività pittorica di decorazione interna.

A partire dal 1539, il complesso divenne sede del Tribunale dell'Inquisizione, retto dai padri Domenicani e qui trasferito dalla primitiva sede di Sant'Eustorgio. Per questo fu aggiunta una nuova ala al convento, addossata al refettorio, abbattuta poi nel 1785 con la soppressione del Tribunale per ordine di Maria Teresa d'Austria.

Sul finire dell'Ottocento la chiesa fu interessata da un importante restauro attuato sotto la direzione di Luca Beltrami. All'interno della chiesa, sotto le ridipinture e le decorazioni successive, completamente asportate, furono riscoperte le originali decorazioni quattrocentesche ad affresco delle navate e le decorazioni a graffio della tribuna. All'esterno, l'abside fu liberata dalle costruzioni che vi erano addossate, e fu rifatto il campanile secondo lo stile della tribuna, abbassandone l'altezza. Sempre in stile neorinascimentale, fu edificato il piccolo chiostro del Priore, cui si accede dal Chiostro delle rane.

La notte del 15 agosto 1943, i bombardieri anglo-americani colpirono la chiesa e il convento.

Il refettorio fu raso al suolo, si salvarono pochi muri, fra cui quello del Ultima Cena, che era stato rinforzato appositamente con sacchi di sabbia. Fu completamente distrutto il solariano Chiostro dei Morti, la biblioteca, e il fianco sinistro della chiesa con le relative cappelle. La ricostruzione del dopoguerra fu solo parziale.

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